Cosa dice il Rapporto Rifiuti Speciali 2017 dell’ISPRA

15 settembre 2017
Rapporto Rifiuti Speciali 2017

L’ISPRA ha resto noto il Rapporto Rifiuti Speciali 2017, da cui emergono dei dati molto interessanti

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ogni anno stila un’analisi dettagliata sui rifiuti speciali e la loro gestione in Italia.

Il Rapporto Rifiuti Speciali 2017 è stato reso pubblico pochi giorni fa, il 12 settembre per la precisione, ed i dati che emergono sono degni di nota. Il documento in questione esamina la produzione di rifiuti speciali, il loro smaltimento in discarica e il traffico in entrata e uscita dal nostro Paese.

Il punto sulla situazione
L’ultimo rapporto in particolare fa riferimento ai dati relativi all’anno 2015, dai quali si evince che la produzione di rifiuti è aumentata del +2,4% (rispetto al 2014), raggiungendo la cifra di 132,4 milioni di tonnellate. Aumentano anche i rifiuti non pericolosi (+2,3%, pari a oltre 2,8 milioni di tonnellate), mentre i rifiuti speciali pericolosi aumentano del 3,4%, pari a 300 mila tonnellate.

Le cause dell’aumento
I maggiori responsabili di questo incremento di rifiuti speciali non pericolosi appartengono al settore delle costruzioni e demolizioni (il 43,9% del totale), secondo l’ISPRA. L’aumento invece di rifiuti speciali pericolosi si è avuto a causa del settore manifatturiero, che ha prodotto circa 3,6 milioni di tonnellate (il 39,2% del totale).

Lo smaltimento
Si è registrata una diminuzione delle discariche destinate allo smaltimento di rifiuti, che sono diminuite di ben 28 unità rispetto al 2014. I rifiuti smaltiti nelle discariche in Italia sono 11,2 milioni di tonnellate, suddivisi nel seguente modo: 9,9 milioni di tonnellate fanno parte dei rifiuti non pericolosi (88%), mentre 1,3 milioni di tonnellate sono a tutti gli effetti rifiuti pericolosi (11,5%). Analizzando il quadro generale, è stata anche rilevata una diminuzione del totale smaltito in discarica, pari a circa 200 mila tonnellate (-1,8%).

Il traffico
II traffico in entrata e uscita dal nostro Paese è l’ultimo aspetto preso in considerazione nel rapporto. La quantità di rifiuti speciali esportata all’estero, prevalentemente in Germania, è diminuita del 2,9% nel 2015: si tratta in tutto di 3,1 milioni di tonnellate, di cui 2,2 milioni sono rifiuti non pericolosi, mentre 955 mila tonnellate sono pericolosi.
Riguardo i rifiuti speciali importati da altri Paesi, essi sono diminuiti del 6,6% e provengono soprattutto da Germania e Ungheria.

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