La misura dei consumi energetici: obbligo legislativo o spinta all’efficienza?

28 novembre 2017
misura consumi energetici

Dalla chimica all’alimentare, dall’elettronica alla Grande Distribuzione Organizzata, tutti uniti per un confronto sui nuovi orizzonti della misura

La semplice diagnosi energetica, con stima dei consumi e degli indici di prestazione energetica obbligatoria, non è più sufficiente. Prima della prossima diagnosi, che sarà nel 2019, le aziende energivore dovranno dotarsi di sistemi per il monitoraggio e per la misura dei consumi, una nuova spesa da affrontare: si tratta di un costo a fondo perduto? È possibile avere qualche tipo di ritorno nell’affrontarlo? Quali sono i criteri per orientarsi?

Queste le domande a cui si è cercato di dare risposta nel workshop organizzato da Energy & Strategy Group il 15 novembre a Milano, al quale hanno partecipato un selezionato numero di aziende appartenenti a diversi settori industriali: dalla chimica all’alimentare, dall’elettronica alla Grande Distribuzione Organizzata.

Per potere rispondere a questi quesiti è necessario ampliare l’orizzonte, e valutare l’impatto che può l’avere la misura dei consumi energetici nell’andamento aziendale. Da una misura infatti, oltre a individuare gli interventi di efficientamento più opportuni, è possibile:

  • avere una maggiore accuratezza nella contabilità industriale, quindi definire con maggior precisione la correlazione tra consumi energetici e altri parametri aziendali. Ad esempio in ambito industriale è possibile trovare con precisione il rapporto tra il livello di produzione e il fabbisogno di gas metano, oppure in ambito grande distribuzione organizzata quantificare l’energia frigorifera come relazione fra temperatura esterna e consumo elettrico giornaliero;
  • svolgere con maggior efficacia le attività di manutenzione, ad esempio è emerso che nella produzione di aria compressa il livello di manutenzione degli impianti e la rete di distribuzione influenzano il consumo specifico in kWh/mc;
  • avere una maggior consapevolezza dei consumi delle singole macchine, importante ad esempio in fase di acquisto di nuove apparecchiature.

Il dibattito è stato preceduto da una breve sintesi dell’analisi del mercato dell’efficienza energetica nel comparto industriale presentata dal prof. Davide Chiaroni dell’Energy&Strategy Group, dalla quale è emerso che dal 2012 è aumentata notevolmente l’attenzione da parte degli operatori industriali verso la misura ed il controllo dei consumi energetici, e che ultimamente sta crescendo l’interesse verso l’adozione di approcci all’efficienza energetica sempre più strutturati e organici.

“L’impostazione di una strategia di monitoraggio è un primo passo verso la consapevolezza della correlazione tra sostenibilità energetica e competitività aziendale”, ha dichiarato a conclusione dell’incontro Giuseppe Caruso, direttore generale e fondatore di SOLGEN Consulting,” Il passo successivo è l’adozione di un Sistema di Gestione dell’Energia: lo strumento più corretto e naturale per realizzare la necessaria sinergia tra le diverse funzioni aziendali”.

Fonte SOLGEN

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