Eni conferma l’investimento per lo sviluppo della bioraffinazione a Sannazzaro de’ Burgondi

2 Marzo 2026
bioraffinazione Sannazzaro de’ Burgondi

Grazie a Enilive cresce il potenziale di bioraffinazione di Eni, con la nuova bioraffineria che avrà una capacità produttiva di 550mila tonnellate / anno di carica, e sarà flessibile nella produzione di SAF-biojet e HVO diesel.

 

Eni annuncia un ulteriore importante investimento strategico nell’ambito della bioraffinazione.

Oltre al progetto a Priolo, anche il piano di conversione di alcune unità della raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia) in bioraffineria ha ottenuto la decisione finale di investimento (FID) di Eni.

I due progetti rappresentano un importante step di sviluppo della capacità di produzione di biocarburanti di Enilive.

Le due bioraffinerie verranno completate entro il 2028 e avranno la massima flessibilità di produzione sia di HVO diesel (Hydrogenated Vegetable Oil, olio vegetale idrogenato) sia di SAF-biojet, carburante sostenibile per l’aviazione. La nuova bioraffineria a Sannazzaro de’ Burgondi non modificherà la capacità produttiva di carburanti tradizionali, ma aggiungerà una nuova produzione di biocarburanti da materie prime rinnovabili, aumentando quindi la diversificazione dei prodotti offerti sul mercato.

Il progetto prevede la conversione dell’impianto Hydrocracker (HDC2) mediante la tecnologia Ecofining ™ e la costruzione di un impianto per il pretrattamento degli scarti e residui, che sono la carica prevalente con cui Enilive produce i biocarburanti HVO.

L’idrogeno necessario verrà fornito dagli impianti esistenti, mentre infrastrutture ancillari, anche del sistema di logistica, compresi i collegamenti con gli aeroporti lombardi, verranno adeguate al nuovo assetto produttivo. La nuova bioraffineria a Sannazzaro de’ Burgondi avrà una capacità produttiva di 550mila tonnellate / anno di carica, e sarà flessibile nella produzione di SAF-biojet e HVO diesel.

La bioraffineria di Priolo, per la quale sono state avviate le attività propedeutiche all’assegnazione dei contratti di approvvigionamento e costruzione delle nuove unità, avrà una capacità di 500 mila tonnellate/anno e anch’essa un’ampia flessibilità operativa per la produzione HVO-diesel o di SAF-biojet, al fine di seguire le dinamiche e richieste del mercato. La bioraffineria di Priolo rientra nel piano di trasformazione della chimica di base di Versalis e verrà realizzata nel perimetro e in sostituzione dell’impianto di Cracking, fermato lo scorso anno, le cui attività di demolizione sono già state avviate.

Eni, tramite Enilive, è il secondo produttore di biocarburanti idrogenati HVO (Hydrogenated Vegetable Oil) sia diesel, che biojet (SAF, Sustainable Aviation Fuel, carburante sostenibile per l’aviazione), in Europa e prevede di aumentare la capacità di bioraffinazione dalle attuali 1,65 milioni di tonnellate/anno a oltre 3 milioni nel 2028 e oltre 5 nel 2030, con la possibilità di produrre fino 2 milioni di SAF entro il 2030. 

 

fonte: Eni

 

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