
Fondata nel 2011 sui primi progetti fotovoltaici italiani, l’azienda ha ampliato le attività a eolico, biomassa, biogas e biometano, con un controllo integrato dell’intera catena del valore.
Piattaforma industriale integrata nelle energie rinnovabili e nell’economia circolare, Belenergia ha ottenuto nel 2025 quasi 400 milioni di euro di finanziamenti, di cui 300 milioni per i propri impianti produttivi.
In occasione del suo 15° anniversario, il Gruppo avvierà 8 nuovi impianti di biometano in Italia e conta oltre 1.000 MW di progetti solari, eolici e di stoccaggio in sviluppo per la sua espansione europea.
Il Gruppo sviluppa, finanzia, costruisce e gestisce oggi le proprie infrastrutture con un controllo integrato dell’intera catena del valore — un modello collaudato in Italia che ora estende ai nuovi mercati europei, con la stessa attenzione a responsabilità e sostenibilità di lungo termine.
«Il cambiamento di dimensione di Belenergia è già una realtà. Si misura nella diversità delle nostre attività, nell’ambizione del nostro portafoglio e, soprattutto, nelle competenze che abbiamo riunito. Il nostro modello industriale è ormai costituito. La sfida dei prossimi anni sarà dispiegarlo su più larga scala in Europa, mantenendo al contempo la nostra capacità di decidere e agire il più vicino possibile al territorio», dichiara Vincent Bartin, presidente e fondatore di Belenergia.
Nel 2025, gli impianti di Belenergia hanno immesso in rete 408 GWh di elettricità rinnovabile, di cui 68 GWh di origine solare, 94 GWh di origine eolica e 104 GWh derivanti dalla bioenergia. Hanno inoltre prodotto 142 GWh di biometano. A questa produzione esistente si aggiunge un importante programma di entrate in esercizio, in particolare nel biometano e nel solare. Belenergia prevede infatti, entro la fine del 2026, di completare l’upgrading dei propri impianti di biogas a biometano nel nord Italia, nonché l’entrata in esercizio di 8 nuove unità industriali su tutto il territorio italiano. Ciò porterà la sua produzione a circa 700 GWh all’anno.
Nel solare, il Gruppo dispone di oltre 900 MW in sviluppo e in costruzione. Tra i suoi progetti strutturanti figura il progetto fotovoltaico di Lentini, in Sicilia, autorizzato per una capacità di 185 MW AC, per il quale i lavori stanno per iniziare. «Belenergia dispone oggi di un vero e proprio strumento industriale. I progetti in costruzione, in particolare nel biometano, dimostrano che abbiamo già superato una tappa importante. Dobbiamo ora trasformare il nostro portafoglio in capacità operative, con una disciplina costante su sicurezza, costi, tempistiche e performance», afferma Nicolas Baron, direttore generale responsabile delle attività industriali e operative.
Inizialmente sostenuto principalmente dai propri fondatori, il Gruppo ha progressivamente ampliato le fonti di finanziamento dei propri investimenti. Nel 2021, il fondo Mid Infra, gestito da Schroders Capital Management France, è entrato nel capitale del Gruppo. Nel luglio 2024, Belenergia ha rafforzato il proprio patrimonio netto per un importo di 190 milioni di euro con l’ingresso di RGREEN INVEST, tramite il proprio fondo INFRAGREEN V, e di FOR TALENTS. Questa operazione era finalizzata a sostenere la costruzione di nuovi asset rinnovabili, l’aumento della produzione di biometano e lo sviluppo europeo del Gruppo.
Jacques Edouard Lévy, amministratore delegato di Belenergia, precisa: «Nel 2025, Belenergia ha garantito quasi 400 milioni di euro di finanziamenti e destinato 300 milioni di euro ai propri asset produttivi, consentendo al Gruppo di proseguire il proprio sviluppo. Oltre il 70% dei suoi ricavi è coperto da tariffe regolamentate o da contratti di vendita di energia a lungo termine, in particolare PPA e BPA.»
Dopo aver costituito la propria piattaforma industriale in Italia, Belenergia intende dispiegarla in modo selettivo sui mercati europei dove le proprie competenze possono rispondere a esigenze identificate in materia di energia rinnovabile e valorizzazione delle materie organiche. Principale terreno di esperienza industriale del Gruppo, l’Italia resta al centro di questa strategia e concentra una parte importante delle capacità in costruzione e in sviluppo. La Francia e la Penisola Iberica costituiscono piattaforme di crescita aggiuntive, in un’ottica di ambizione europea.
In Francia, Belenergia gestisce già un’unità di biometano da 300 Sm³/h recentemente sottoposta a upgrading e sta sviluppando oltre 2.000 Sm³/h di nuovi progetti.
Nella Penisola Iberica, il Gruppo sviluppa principalmente opportunità nel biometano, facendo leva in particolare sulla densità agricola e sulla presenza di residui organici ancora insufficientemente valorizzati in Spagna e Portogallo, posizionandosi come pioniere di un biometano ancora poco sviluppato. Questa apertura europea non costituisce una nuova attività per Belenergia. Essa rappresenta il dispiegamento geografico di un modello già costruito, che associa:
- la valorizzazione delle materie organiche locali
- lo sviluppo locale dei progetti in accordo con i territori
- il controllo industriale degli asset lungo l’intero ciclo di vita
Nel 2025, il Gruppo ha valorizzato 446.934 tonnellate di materie organiche ed evitato l’emissione di 124.765 tonnellate equivalenti di CO2. Questi risultati riflettono la complementarità tra produzione di energia rinnovabile, trattamento delle materie organiche e sviluppo di soluzioni al servizio dell’agricoltura e dell’economia circolare.
fonte: Belenergia



