Energia green dalla plastica raccolta in mare: il progetto Green Plasma

9 Dicembre 2020
Green plasma

Il dispositivo Green Plasma produce syngas con la lavorazione termochimica dei rifiuti

 

Con 50 chilogrammi di plastica raccolta all’ora si può produrre il fabbisogno elettrico di una cinquantina di abitazioni. E’ in grado di farlo Green Plasma un dispositivo che pochi giorni fa ha avviato la sua sperimentazione al porto di Ancona.

 

Progettato e prodotto da Iris (sistema di gestione integrata dei dati della ricerca adottato dall’Università degli Studi di Torino, si basa sull’utilizzo della tecnologia di conversione termochimica che, grazie alle alte temperature raggiunte (anche 5mila gradi): consente di trasformare in gas qualsiasi composto organico, separandolo dalla matrice inorganica.

Il processo di trattamento è molto efficiente e produce un syngas molto ricco di idrogeno facilmente convertibile in energia elettrica. Per la sperimentazione sarà a bordo di un mezzo del Cnr e verrà impegnata anche la Garbage Group.

L’impianto può trattare 100 kg al giorno di plastica raccolta in mare, è molto compatto, può essere montato a bordo di piccole imbarcazioni ed essere utilizzato per la pulizia delle aree portuali. Una operazione possibile anche grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente (DiSVA) dell’Università Politecnica delle Marche.

Stiamo pensando di sperimentare questo dispositivo – ha detto il rettore Gian Luca Gregorinel nostro campus universitario a Monte Dago“. Il Green Plasma consentirà di produrre energia elettrica dalle plastiche raccolte in mare. A presentare l’iniziativa alla banchina 1 del porto dorico, c’erano il comandante del scalo di Ancona, contrammiraglio Enrico Moretti, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, Rodolfo Giampieri, il rettore Gregori, il direttore DiSVA-UNIVPM Francesco Regoli, il direttore dell’Istituto IRBIM-CNR, Gian Marco Luna, l’amministratore delegato di Iris, Manuel Lai e l’ amministratore delegato di Garbage Group, Paolo Baldoni. “E’ una tecnologia che non lascia residuo – ha spiegato Manuel Lai – una volta immessa la plastica. Può produrre idrogeno, monossido e metano”. ©

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