Energia, nuovi catalizzatori da materiali riciclati per ridurre la dipendenza da materie prime critiche

15 Gennaio 2026
CHemPGM enea

I nuovi catalizzatori, ottenuti da materiali riciclati, potranno essere utilizzati in futuro anche in dispositivi elettrochimici come celle a combustibile ed elettrolizzatori.

 

Ridurre la dipendenza dalla fornitura di metalli del gruppo del platino, diminuire l’impatto ambientale e contribuire a una gestione più sostenibile delle risorse.

Sono questi i princìpi a cui si ispira il progetto europeo CHemPGM – Chemistry of Platinum Group Metals -, al quale partecipa ENEA, dedicato allo sviluppo di strategie sicure e green per l’utilizzo e il recupero di platino, palladio e rodio, inclusi dalla Commissione europea nell’elenco delle “materie prime critiche” per carenza di approvvigionamento e divario significativo tra domanda e offerta.

Come spiega la responsabile per ENEA del progetto, la ricercatrice Maria Luisa Grilli del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (TERIN), “le attività del progetto si concentrano sui metalli del gruppo del platino, sullo sviluppo di metodi sostenibili ed efficienti per il loro recupero da fonti secondarie – come i catalizzatori esausti – e l’utilizzo in applicazioni ad alto valore aggiunto, come nuovi catalizzatori o nanomateriali”.

I metalli del gruppo del platino sono, infatti, utilizzati come catalizzatori in numerosi processi chimici, come ad esempio la cattura della CO2 e la sua conversione in combustibili rinnovabili.

ENEA, all’interno del progetto, è coinvolta sulla realizzazione di catalizzatori ottenuti da materiali riciclati. “Questi catalizzatori – prosegue Grilli – sono ricavati da una soluzione utilizzata per sciogliere selettivamente i componenti della marmitta catalitica e potranno, in futuro, essere utilizzati anche in dispositivi elettrochimici come celle a combustibile ed elettrolizzatori”.

Grilli evidenzia, inoltre, che “CHemPGM offre un’importante opportunità di crescita professionale per i ricercatori coinvolti, grazie alla natura interdisciplinare del progetto e allo scambio continuo tra mondo della ricerca e industria, in particolare afferente ai settori della chimica, della scienza dei materiali, dell’ingegneria, della lavorazione dei minerali e della metallurgia. Rappresenta un esempio virtuoso di cross-fertilization, ovvero di trasferimento di conoscenze e idee dal mondo accademico al mercato e viceversa”.

 

fonte: Enea

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