Esplosione a Porto Marghera: sotto accusa la sicurezza dei lavoratori e la protezione ambientale

21 Maggio 2020
3v Sigma

Dopo l’esplosione all’interno della fabbrica della 3V Sigma, i rappresentanti dei lavoratori hanno ricordato che da due anni stavano denunciando la scarsa sicurezza all’interno dello stabilimento

 

Sono passati pochi giorni dall’esplosione di un serbatoio che ha scatenato un violento incendio a Porto Marghera e devastato gli stabilimenti dell’industria chimica 3V Sigma, azienda specializzata nella produzione di solventi e sbiancanti per cementifici. In seguito all’incendio la produzione si è fermata, mentre l’impianto continua a essere presidiato ed è in corso la messa in sicurezza di alcune aree.

Un disastro annunciato che poteva essere evitato: i rappresentanti dei lavoratori già da due anni stavano scioperando per le scarse condizioni di sicurezza dello stabilimento. I sindacati denunciavano ore di lavoro in eccesso e turni di riposo saltati, chiedendo nuove assunzioni per far fronte alla carenza di organico e ridimensionare i turni. Dopo l’esplosione del 15 maggio però i rappresentanti dei lavoratori hanno ricevuto solo querele da parte dei legali dell’azienda 3V Sigma.

L’incendio ha interessato un’area di 10mila metri quadrati e le conseguenze dell’esplosione sarebbero potute essere ben più dannose. Due operai, l’indiano Pramod e il rumeno Alin, sono stati coinvolti e sono ricoverati in gravi condizioni.

Le esplosioni nelle industrie chimiche possono costituire un pericolo anche per i cittadini che abitano nelle zone adiacenti l’industria. Vari composti chimici potrebbero riversarsi nell’ambiente circostante compromettendo l’apparato respiratorio di chiunque le inali.

Effetti tossici possono anche riversarsi sulle acque e sui raccolti dei campi agricoli nelle vicinanze delle industrie; un pericolo per la salute di chiunque se ne cibi.

La situazione dopo l’incendio secondo l’Arpav

L’Agenzia per la Prevenzione e Protezione ambientale del Veneto ha inviato al Comune di Venezia e all’Azienda Ulss locale l’aggiornamento dei risultati delle analisi effettuate nei propri laboratori su acqua, aria e alimenti. ARPAV, con il supporto della Guardia Costiera, domenica 17 e lunedi 18 ha effettuato due campagne di controlli e prelievi nei canali e in laguna.

Il Comune di Venezia ha comunicato che, dopo gli opportuni campionamenti, Arpav «esclude presenze di inquinanti in laguna e nelle aree adibite a molluschicoltura», mentre l’Ulss 3 ha dato l’ok alla raccolta di ortofrutta a Mestre, Marghera e in tutto il territorio comunale. La raccolta era stata sospesa in via precauzionale venerdì scorso.

In attesa di ulteriori indagini, resta invece il divieto di pesca nelle vicinanze dell’azienda, nel canale Lusore-Brentelle, canale Industriale Ovest e Nord, Banchina Azoto fino al canale dei Petroli. «Nei canali Lusore–Brentella e darsena Rana – scrive Arpav nella sua relazione – permane la presenza di tracce di inquinanti. In alcuni punti all’interno dei canali industriali sono stati rilevati parametri traccianti delle acque di spegnimento superiori al limite di quantificazione, ma comunque in diminuzione rispetto ai primi monitoraggi».

Nei campioni di domenica 17 sono stati ricercati anche i composti Pfas che possono essere presenti nelle acque di spegnimento e che «in tutti i punti di campionamento – rilevano le analisi – non hanno riscontrato valori superiori ai limiti di quantificazione». Nelle acque della laguna, vicino ai banchi di molluschi, tra San Leonardo e Malamocco, non è stata riscontrata la presenza di inquinanti. Anche le analisi dell’aria non hanno portato riscontri di criticità. Sono escluse presenze di inquinanti anche negli ortaggi prodotti dalle aziende agricole di Sant’Erasmo e delle Vignole: i risultati delle analisi non hanno evidenziato valori di contaminazione.

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