
Dalla gestione dei flussi di processo alle nuove strategie di valorizzazione energetica: nell’ultimo talk B2Better dedicato all’idrogeno industriale si è approfondito un tema sempre più centrale per la transizione energetica e l’efficienza dei siti produttivi.
Il futuro della produzione di energia e dei consumi energetici è indubbiamente sempre più dirimente e prioritario nelle nostre società. La grande attualità della transizione energetica, un processo ormai in atto, fa emergere una tra le sfide più concrete da affrontare nei prossimi anni: riuscire a rendere i sistemi produttivi più efficienti, flessibili e sostenibili, riducendo consumi, emissioni e dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali.
In questo scenario, l’idrogeno viene spesso indicato come uno dei principali vettori energetici del futuro. Tuttavia, accanto al tema della produzione di nuovo idrogeno “green”, esiste un aspetto meno discusso ma già oggi molto rilevante per numerosi contesti industriali, ovvero la possibilità di recuperare e valorizzare l’idrogeno già presente nei processi produttivi, spesso disponibile come sottoprodotto o componente di correnti gassose secondarie.
In numerosi contesti industriali — dalle raffinerie alla petrolchimica, fino ai processi legati al biogas, ai syngas e al trattamento dei rifiuti — l’idrogeno è infatti già presente all’interno dei cicli produttivi, ma non sempre viene utilizzato in modo sostenibile e del tutto efficiente. Variabilità dei flussi, discontinuità operative, problematiche di integrazione energetica e criticità impiantistiche rappresentano ancora oggi alcuni dei principali ostacoli alla sua piena valorizzazione.
Di questo tema di così grande attualità e di tutti questi aspetti si è discusso nell’ultimo appuntamento webinar della serie B2Better dello scorso giovedì 21 maggio, dedicato alla valorizzazione dell’idrogeno nei processi industriali e al ruolo della cogenerazione nell’integrazione energetica dei siti produttivi.
A guidare il pubblico tra le soluzioni e le applicazioni più promettenti utili a favorire una migliore gestione dei processi industriali, all’altezza di queste sfide, sono stati l’Ing. Michele Bolognese della Fondazione Bruno Kessler e il Dr. Alberto Icardi di 2G Italia. Grazie ai loro interventi, è stato possibile far incontrare e dialogare ricerca applicata, scenario industriale e innovazioni tecnologiche.
Dall’integrazione energetica alle criticità industriali
Ad aprire il webinar è stato l’intervento dell’Ing. Michele Bolognese, ricercatore presso il centro Sustainable Energy della Fondazione Bruno Kessler, che ha proposto un inquadramento tecnico sul ruolo dell’idrogeno nei processi industriali e sulle principali criticità legate alla sua integrazione nei sistemi energetici esistenti.
Nel corso della presentazione è stato evidenziato come il tema dell’idrogeno industriale non possa essere ridotto esclusivamente alla produzione di nuovo combustibile “green”, ma debba essere affrontato in un’ottica più ampia di integrazione energetica e gestione intelligente dei flussi già disponibili nei siti produttivi.
Particolare attenzione è stata dedicata ai cosiddetti settori “hard-to-abate” — come siderurgia, cementifici, raffinazione e industria chimica — nei quali l’idrogeno rappresenta una possibile leva strategica per ridurre consumi ed emissioni, ma dove permangono importanti criticità operative e infrastrutturali.
Uno degli aspetti emersi con maggiore chiarezza riguarda proprio la complessità dell’integrazione dell’idrogeno nei processi industriali reali. Variabilità dei flussi gassosi, problemi di continuità operativa, esigenze di purificazione, differenze di pressione e difficoltà di gestione dinamica rappresentano infatti elementi centrali nella progettazione dei futuri sistemi energetici industriali.
Un punto centrale è inoltre quello delle diverse tecnologie oggi utilizzate per la produzione di idrogeno — dagli elettrolizzatori PEM e alcalini fino ai sistemi SOEC — e del ruolo crescente della modellazione dinamica e dei digital twin nella simulazione e nella gestione di sistemi energetici complessi.
I diversi progetti europei e le attività di ricerca applicata portate avanti dalla Fondazione Bruno Kessler, dimostrano come il collegamento tra ricerca e industria sia oggi sempre più centrale nello sviluppo di nuove soluzioni energetiche sostenibili.
La valorizzazione energetica dell’idrogeno di processo: il contributo della cogenerazione
Nel secondo intervento, il Dr. Alberto Icardi, sales manager di 2G Italia, ha portato il pubblico all’interno delle problematiche operative e impiantistiche legate alla valorizzazione energetica dell’idrogeno di processo, mostrando come la cogenerazione possa rappresentare oggi una delle soluzioni più concrete per integrare correnti gassose variabili nei sistemi energetici industriali.
Dopo una introduzione dedicata al ruolo della cogenerazione e al quadro incentivante italiano, l’attenzione si è concentrata sulle caratteristiche dell’idrogeno di risulta e dei gas di processo generati in diversi contesti industriali. In molti casi, infatti, questi flussi sono caratterizzati da forte variabilità compositiva, discontinuità e condizioni operative non standard che ne rendono complessa la gestione energetica.
È emerso con chiarezza come il tema non riguardi soltanto la disponibilità dell’idrogeno, ma soprattutto la capacità di integrare in modo stabile ed efficiente correnti gassose instabili all’interno di impianti industriali già esistenti.
In questo contesto, i sistemi di cogenerazione illustrati da 2G sono stati presentati come strumenti in grado di trasformare flussi energetici spesso considerati semplicemente sottoprodotti o scarti di processo in energia elettrica e termica utile per il sito produttivo.
Sono gli aspetti più operativi dell’integrazione impiantistica a costituire il punto cruciale per gli operatori di questo settore: continuità di esercizio, adattabilità dei sistemi, gestione delle variazioni nella composizione del gas e necessità di monitoraggio e controllo costante rappresentano infatti alcuni degli elementi più critici nell’utilizzo industriale dell’idrogeno di processo.
Nel corso dell’intervento si è inoltre discusso di come la crescente attenzione verso efficienza energetica e riduzione delle emissioni stia portando molte aziende a rivalutare il ruolo dei gas di processo all’interno dei propri sistemi energetici, non più soltanto come elementi da gestire o smaltire, ma come possibili risorse energetiche da valorizzare.
In definitiva, uno degli aspetti emersi con maggiore forza e chiarezza nel corso del webinar è stato senz’altro l’aspetto sempre più strategico dell’integrazione energetica nei processi industriali. La transizione energetica, infatti, non riguarda soltanto l’introduzione di nuove fonti o nuove tecnologie, ma sempre più spesso la capacità di integrare sistemi differenti, recuperare energia già disponibile nei processi e gestire in modo efficiente flussi energetici complessi e variabili.
L’idrogeno industriale rappresenta perciò oggi un tema molto più ampio della sola produzione di nuovo combustibile: recupero energetico, integrazione di processo, gestione della variabilità e flessibilità impiantistica saranno elementi sempre più centrali nei futuri modelli energetici industriali.
Costruire ponti tra ricerca applicata e industria, particolarmente in questo campo, è di certo un passaggio indispensabile per comprendere criticità, limiti e comportamento dinamico dei sistemi industriali legati all’idrogeno da un lato, e per sviluppare soluzioni impiantistiche concrete in grado di tradurre queste conoscenze in applicazioni operative reali.
Questa consapevolezza è emersa anche nella fase finale di Q&A con la consueta partecipazione del pubblico, in cui gli spettatori hanno voluto approfondire punti più strettamente operativi, come il confronto tra i rendimenti energetici o l’integrazione nei sistemi già esistenti, così come aspetti legati alle prospettive di scenario, nazionale e internazionale.
Una delle principali sfide energetiche dei prossimi anni, può davvero essere considerata una opportunità concreta per l’industria.
Appuntamento al prossimo talk della serie B2Better!



