Incendio in un’azienda chimica a Caivano, allarme nube tossica

10 Aprile 2025
incendio a caivano chimpex

Una densa colonna di fumo nero, visibile nel casertano e nel napoletano, si è sollevata dall’opificio industriale Chimpex. È allerta per i livelli di diossina nell’aria a Caivano e nei dintorni.

 

Un grosso incendio ha interessato ieri pomeriggio un’azienda di prodotti chimici dell’area Asi di Pascarola, in provincia di Napoli.

Il fumo nero che si è levato nel cielo della cosiddetta terra dei fuochi è stato visibile a lungo anche a diversi chilometri di distanza e ora fa temere per l’ennesimo disastro ambientale.

L’incendio ha sprigionato una grossa nube di fumo nero che è stata ben visibile anche dai comuni vicini di Capodrise, Marcianise, Recale, Casagiove ed anche da Aversa e dall’agro aversano. Non solo, la nube è stata segnalata anche su Acerra e Sant’Antimo.

Il rogo non ha coinvolto direttamente i circa 70 dipendenti della Chimpex Spa, che sono riusciti a mettersi in salvo, ma i solventi lavorati nello stabilimento hanno reso difficili le operazioni di spegnimento delle fiamme, molto alte, da parte dei vigili del fuoco.

A spaventare la popolazione però è soprattutto la qualità dell’aria. Il Centro Coordinamento Soccorsi convocato in prefettura a Napoli ha subito disposto di comunicare ai cittadini dei comuni limitrofi, tra le provincie di Napoli e Caserta, di tenere chiuse porte e finestre, non mangiare frutta e verdura della zona, ed evitare di uscire se non necessario.

L’azienda – La sede legale di Chimpex è a Milano ma il vero cuore pulsante dell’azienda è a Napoli, situata nell’area industriale di Caivano, e si estende su un’area di 60.000 mq. All’interno, 9.000 mq sono dedicati a spazi coperti, tra cui uffici e magazzini ad alta efficienza. Questi ultimi, organizzati per tipologia di prodotto, ospitano oltre 4.500 mc di solventi e altri ingredienti, garantendo una gestione ottimale delle materie prime. Completano l’impianto 100 serbatoi di superficie e 24 interrati, un laboratorio di analisi chimiche e impianti all’avanguardia per la produzione di AdBlue®, Acqua Demi e la miscelazione di solventi, polveri e ingredienti chimici.

In una nota della prefettura di Napoli si legge che il referente sanitario regionale Giuseppe Galano ha emanato il Protocollo Generale sulle maxi emergenze per eventuale afflusso massivo di pazienti con sintomi da intossicazione e che i tecnici Arpac stanno intervenendo per il monitoraggio degli inquinanti atmosferici dispersi dopo l’incendio, PM10 e PM2,5, monossido di carbonio, ma anche diossine e furani.

Alcuni comuni hanno optato per la chiusura delle scuole.

fonte: TGR Campania | foto: casertanews.it

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