L’impegno di BASF verso il Net Zero

29 Aprile 2022
L'impegno di BASF verso il Net Zero

BASF conferma gli ambiziosi obiettivi climatici verso il Net Zero entro il 2050 e adotta ulteriori misure per ridurre le emissioni legate ai prodotti.

 

Il Gruppo ha confermato come intenda ridurre le proprie emissioni di gas serra del 25% rispetto al 2018 entro il 2030, puntando all’obiettivo Net Zero a livello globale entro il 2050. Nel percorso di riduzione, che prevede di portare le proprie emissioni globali a 16,4 milioni di tonnellate, BASF ammette un delta di più o meno 0,5 milioni di tonnellate, come recentemente dichiarato.

 

 

“Tutta BASF sta lavorando intensamente per realizzare progetti tesi a ridurre ulteriormente le emissioni di CO2 in modo significativo e raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi climatici. Collaborando con i fornitori di materie prime, stiamo anche intervenendo per ridurre le emissioni legate ai prodotti che formuliamo. Così facendo, portiamo avanti la nostra trasformazione e sosteniamo i clienti impegnati a ridurre le emissioni dei loro portafogli prodotti” afferma Martin Brudermüller, Presidente del Consiglio di Amministrazione di BASF SE.

 

L’energia rinnovabile come principale motore di riduzione delle emissioni

Nonostante il significativo incremento dei volumi di produzione, nel 2021 BASF ha ridotto le proprie emissioni di CO2 di circa il 3% rispetto al 2020: un risultato in gran parte attribuibile all’aumento dell’uso di energia rinnovabile. Proprio il passaggio all’energia rinnovabile sarà il principale motore del taglio delle emissioni da qui al 2025. Nel 2021, le energie rinnovabili hanno rappresentato il 16% del fabbisogno globale di energia del Gruppo BASF. Entro il 2030, l’Azienda prevede che il 100% del proprio fabbisogno energetico globale (basato sui dati 2021) sarà coperto da fonti rinnovabili.

Per raggiungere questo obiettivo, BASF sta perseguendo una strategia make-and-buy, che prevede sia di investire in strutture di produzione di energia rinnovabile proprie, che di acquistare energia verde da terze parti. Nel 2021, BASF ha acquisito una quota del parco eolico Hollandse Kust Zuid (HKZ) di Vattenfall. Quando sarà pienamente operativo, sarà il più grande parco eolico offshore del mondo, con una capacità totale installata di 1,5 gigawatt. Il progetto dovrebbe entrare a pieno regime nel 2023.

BASF ha, inoltre, firmato accordi per l’acquisto di energia elettrica (PPA) per 25 anni con ENGIE e Ørsted che prevedono la fornitura in Europa di quantità significative di elettricità rinnovabile di origine eolica e solare. Negli Stati Uniti, il Gruppo ha concluso dei contratti di fornitura a lungo termine per l’energia eolica e solare per i suoi siti di Freeport e Pasadena. In Cina, ha firmato accordi con i fornitori per l’acquisto di energia rinnovabile per il suo nuovo sito Verbund a Zhanjiang.

 

Ludwigshafen: sviluppo di nuove tecnologie e implementazione di un nuovo modello di fornitura del vapore

Attualmente, circa il 50% del fabbisogno di vapore del sito di Ludwigshafen si basa su processi di produzione che emettono CO2. Il nuovo approccio prevede, invece, di generare vapore usando l’elettricità. BASF sta collaborando con Siemens Energy su un primo progetto nell’impianto di acetilene, utilizzando pompe di calore e ricompressione del vapore per incrementare il calore residuo, in modo che possa essere utilizzato come vapore per le altre produzioni del sito.
L’integrazione di questo
progetto di pompa di calore permetterà non solo la produzione di circa 60 tonnellate di vapore all’ora, ma anche di evitare l’emissione di circa 160.000 tonnellate di CO2 all’anno e di ridurre il consumo annuale di acqua di raffreddamento per oltre 20 milioni di metri cubi. L’avvio dell’uso di questa tecnologia è previsto nel secondo trimestre del 2024. Il progetto intende anche di far tesoro di questa prima esperienza operativa in modo da semplificarne la riproposta in altri siti.

Un’altra iniziativa in sviluppo presso il sito di Ludwigshafen è lo steam cracker
riscaldato elettricamente. Attualmente, questi enormi forni sono riscaldati a gas e producono circa 1 tonnellata metrica di CO2 per tonnellata di olefina. BASF ha firmato un accordo con SABIC e Linde per riscaldare i cracker elettricamente. Il progetto di un impianto pilota da diversi megawatt a Ludwigshafen sta procedendo come previsto e il suo avvio è previsto per il 2023, subordinatamente all’erogazione di un finanziamento pubblico. Contemporaneamente, per poter contare su un elemento essenziale per i diversi processi di sintesi come l’idrogeno senza produrre ingenti emissioni di CO2 BASF sta sviluppando nuovi processi, come la pirolisi del metano.

 

Anversa vuole diventare il primo sito Verbund in grado di avvicinarsi all’azzeramento totale di emissioni entro il 2030

BASF Anversa è il più grande sito di produzione chimica in Belgio e il secondo sito
Verbund di BASF, dopo quello di Ludwigshafen. Qui, il Gruppo punta a ridurre le emissioni da 3,8 milioni di tonnellate nel 2021 a quasi zero, entro il 2030. Un risultato raggiungibile importando energia verde dai parchi eolici offshore, in combinazione con lo sviluppo di nuove tecnologie a basse emissioni e grazie ad un progetto di cattura e stoccaggio della CO2 (CSS) su larga scala, pianificato nel porto di Anversa. Se questa aspirazione si concretizzerà, il sito di Anversa potrebbe diventare il primo petrolchimico ad avvicinarsi all’azzeramento delle emissioni nette nel 2030. 

 

Zhanjiang: progettato fin dall’inizio come punto di riferimento per la sostenibilità

Zhanjiang diventerà il terzo sito Verbund di BASF. Un modello avanzato di Verbund e
l’uso di energia rinnovabile saranno determinanti per abbassare significativamente le emissioni di CO2 del sito rispetto a un sito petrolchimico alimentato a gas. Una delle leve principali sarà la sostituzione dell’energia proveniente da combustibili fossili con l’elettricità da fonti rinnovabili.
BASF ha firmato un secondo accordo quadro della durata di 25 anni, con State Power Investment Corporation Limited (SPIC) nel quadro delle nuove regole per il commercio di energia rinnovabile nella provincia cinese del Guangdong, con il quale acquista la fornitura di elettricità rinnovabile per le prossime fasi del sito Zhanjiang Verbund nella provincia di Guangdong. Questo accordo è il contratto quadro di acquisto di elettricità green più grande in termini di volumi e più lungo che sia stato firmato in Cina.

Sostenuta da questo accordo e dalle partnership con altri fornitori di energia, BASF sta accelerando ulteriormente il suo piano per alimentare l’intero sito di Zhanjiang Verbund con elettricità rinnovabile e punta a raggiungere una copertura del 100% entro il 2025, in anticipo rispetto ai piani originari. Con l’uso di elettricità rinnovabile, BASF è all’avanguardia nell’industria di trasformazione in Cina.

 

Schwarzheide: prototipo di trasformazione per i siti di medie dimensioni

Nel febbraio 2022 BASF Schwarzheide GmbH e enviaM hanno avviato una joint
venture per un parco solare in grado di produrre 25 gigawattora di energia elettrica all’anno, circa il 10% dell’attuale fabbisogno annuale di elettricità del sito. Sarà la prima grande centrale solare che vede il coinvolgimento diretto di BASF. L’energia solare potrà essere utilizzata per la produzione di materiali per batterie per l’elettromobilità, che saranno prodotte a Schwarzheide a partire dall’ultima parte del 2022. È quasi completato l‘ammodernamento della centrale elettrica combinata a gas e a turbina a vapore del sito. Una volta avviata nel 2022, produrrà il 10% in più di elettricità con il 16% in meno di emissioni di CO2, grazie alla maggiore efficienza del carburante.

 

Prossimi passi: BASF è pronta a offrire i primi prodotti a zero emissioni e a bassa impronta di carbonio

“BASF sta facendo progressi significativi nel percorso per raggiungere i propri
obiettivi di riduzione delle emissioni. Siamo pronti per il prossimo passo: raggiungere una crescita sostenibile attraverso prodotti a ridotta impronta di carbonio”, afferma Brudermuller.

Utilizzando energia green, vapore a bassa impronta di carbonio, materie prime di origine biologica e processi altamente efficienti, BASF è in grado di offrire ai clienti prodotti a zero emissioni e prodotti con una bassa impronta di carbonio (PCF). BASF prevede che nel medio termine la domanda di tali prodotti sia maggiore dell’offerta e che il loro valore di mercato compenserà ampiamente i maggiori costi di produzione. BASF crede che i consumatori finali guideranno la trasformazione verso prodotti di consumo a impatto zero e a bassa impronta di carbonio poiché richiedono sempre più alternative ai prodotti di consumo convenzionali e vogliono dare un contributo personale alla riduzione delle emissioni. BASF mira, quindi, ad essere tra le prime aziende a fornire in grandi volumi il maggior numero possibile di prodotti con una bassa impronta di carbonio.

Molti dei clienti BASF sono desiderosi di ridurre l’impronta di carbonio dei propri prodotti per raggiungere gli obiettivi in termini di emissioni. Per questo, occorre un nuovo livello di trasparenza. BASF ha, quindi, sviluppato una soluzione digitale interna per calcolare la carbon footprint (PCF) di circa 45.000 dei prodotti venduti. Al momento, l’Azienda usa anche medie industriali e valori di banche dati valutare e includere nel calcolo anche le emissioni a monte della produzione, come i processi di estrazione (Scope 3). Per avere maggiore trasparenza sulle emissioni Scope 3, BASF sta lavorando intensamente con i fornitori per migliorare i dati relativi alle materie prime che acquista da loro. BASF sostiene i fornitori condividendo le conoscenze sui metodi di valutazione e di calcolo, contribuendo così alla standardizzazione del calcolo della PCF.

 

 

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