Ravenna CCS, sviluppata da Eni e Snam, è stata selezionata nell’ambito del Fondo europeo per l’innovazione

29 Ottobre 2026
terminali di rigassificazione Snam

Riutilizzando i giacimenti esauriti nell’Adriatico, il polo di Ravenna contribuirà alla decarbonizzazione dell’industria italiana ed europea.

 

Il progetto Ravenna CCS Fase 2, sviluppato da Eni e Snam per la realizzazione di un’infrastruttura integrata e multimodale di trasporto e stoccaggio di CO₂, è stato selezionato dalla Commissione Europea per l’assegnazione dei finanziamenti dell’Innovation Fund 2025 – Net Zero Technologies, nella categoria Large Scale.

L’iniziativa rientra tra i progetti strategici individuati come prioritari dall’Unione europea per accelerare la decarbonizzazione industriale e rafforzare la competitività della catena del valore delle tecnologie a basse emissioni nel continente.

La selezione da parte della Commissione europea rappresenta un importante riconoscimento della solidità industriale, tecnica ed economica del progetto, nonché della sua rilevanza strategica per il raggiungimento degli obiettivi climatici europei. Ravenna CCS è il principale hub europeo per lo stoccaggio permanente di CO₂ in Italia e nell’Europa mediterranea, con una capacità complessiva di circa 500 milioni di tonnellate, pari a oltre il 70% della capacità di stoccaggio annunciata nel Mediterraneo. La Fase 2 di Ravenna CCS prevede lo sviluppo su larga scala dell’hub di Ravenna, capitalizzando l’esperienza acquisita durante la prima fase del progetto, che ha conseguito ottimi risultati in termini di decarbonizzazione ed efficienza energetica.

Il piano di sviluppo prevede di raggiungere una capacità di stoccaggio di 4 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno entro il 2030, con la possibilità di un’espansione progressiva fino a 16 milioni di tonnellate all’anno nelle fasi di sviluppo successive.

L’architettura multimodale del progetto consentirà di raccogliere la CO₂ proveniente da un’ampia gamma di emettitori industriali italiani ed europei, trasportandola tramite gasdotto, nave, ferrovia e strada, per poi stoccarla permanentemente in serbatoi offshore nel Mar Adriatico.

Il progetto prevede lo sviluppo e la gestione, da parte della joint venture Eni-Snam, dell’infrastruttura di stoccaggio geologico offshore, della stazione di compressione e del terminale multimodale per la ricezione di CO₂. Snam svilupperà l’infrastruttura di trasporto onshore, compresi i gasdotti Ravenna-Casalborsetti e Ferrara-Casalborsetti, che collegheranno le principali aree industriali italiane al sistema di stoccaggio di Ravenna.

fonte: Eni e Snam; nella foto, terminali di rigassificazione Snam

 

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