Reti elettriche mondiali: resisteranno al clima impazzito e ai fenomeni estremi? La risposta arriva dall’Italia

16 ottobre 2019
Cesi

L’italiana CESI acquista l’olandese Kema e diventa leader mondiale nel testing per il settore elettrico

 

Le reti elettriche mondiali in questi ultimi anni si trovano a dover fronteggiare con sempre maggiore frequenza fenomeni meteorologici estremi. Basti pensare ai black out nel Sud dell’Australia del settembre del 2016 a seguito di tornado che spiravano a 200 km orari, agli allagamenti delle centrali elettriche dopo l’uragano Sandy nel 2012 a New York o al black out che nel 2017 ha lasciato migliaia di famiglie in Abruzzo senza corrente elettrica per più giorni.

 

Essere in grado di sopportare gli eventi climatici avversi significa prima di tutto rinforzare le reti elettriche e renderle più robuste e resilienti. Per spingersi verso una resilienza sempre maggiore, è necessario superare paradigmi consolidati da anni nella progettazione e nella gestione dei sistemi elettrici. Ciò sia attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative – tra queste, ad esempio, i dispositivi idrofobici insieme ai dispositivi anti-icing, che impediscono il congelamento dei cavi, fino a quelli anti-torsionali, che mitigano le torsioni dei cavi stessi, dovute ai forti venti.

In tutto ciò l’Italia gioca un ruolo di primo piano. Pochi giorni fa, infatti, la società italiana CESI ha firmato un accordo per l’acquisizione della proprietà della società olandese di testing KEMA. Con l’acquisizione, che verrà perfezionata entro la fine del 2019 e sarà soggetta alle ordinarie condizioni di closing, CESI acquisisce anche i laboratori della società in Olanda, Cecoslovacchia e USA, diventando la più importante azienda al mondo per il testing delle reti elettriche di alta tensione.
Dopo moda, auto, vino, cibo, l’eccellenza tricolore si espande anche al settore dell’energia.

Nei loro laboratori CESI e KEMA sono in grado di realizzare test in ambiente climatico controllato in cui, per esempio, si prova la resistenza dei componenti al ghiaccio oppure a temperature estremamente basse o estremamente alte. Le “bombe d’acqua” e le inondazioni implicano, inoltre, anche delle prove allo stress meccanico su piattaforme che simulano tale fenomeno, anche queste realizzabili nei laboratori delle due società.

CESI e KEMA insieme sommano un fatturato di più di 180 milioni di euro all’anno realizzato da un network di quasi 1.500 professionisti operanti in 40 paesi nel mondo in laboratori in 5 continenti e sedi in Italia (Milano, Piacenza e Seriate), Germania, USA, Brasile, Cile, Colombia, EAU.
Nell’headquarter di Cesi a Milano lavorano centinaia di tecnici e ingegneri che ogni giorno si occupano degli sviluppi più all’avanguardia in materia di elettricità con governi e importanti istituzioni pubbliche e private internazionali. I laboratori milanesi ospitano anche uno dei quattro unici siti al mondo di produzione delle speciali cellule fotovoltaiche utilizzate per alimentare i satelliti attualmente sospesi sopra le nostre teste.

 

Fonte: BCW-global

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