Risultati del progetto Skillmatch Insubria per il chimico farmaceutico

2 Agosto 2022
Risultati del progetto Skillmatch Insubria per il settore chimico farmaceutico

L’indagine Skillmatch, condotta dalle Università italiane LIUC e Uninsubria e dalla svizzera SUPSI, approfondisce le tematiche riguardanti l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, rilevando i mismatch relativi a profili offerti e competenze ricercate. 

Il settore chimico-farmaceutico ha una notevole rilevanza economica sia nelle province dell’Insubria italiana sia (soprattutto quello farmaceutico) nel Canton Ticino. L’indagine Skillmatch Insubria è dunque stata condotta, nel versante ticinese, prevalentemente su aziende farmaceutiche, mentre nel versante italiano il comparto chimico e quello farmaceutico sono stati indagati parallelamente.
 

Per quanto concerne le province italiane di Como, Varese e Lecco, in sei aziende del settore chimico tra le dieci intervistate sono state riscontrate situazioni di mismatch orizzontale (lavoratori che svolgono mansioni senza avere ricevuto alcuna attività formativa specifica). Inoltre, il 70% dei rispondenti ritiene ‘pressoché inevitabile’ il mismatch verticale ‘in entrata’, soprattutto con riferimento alle hard skill.

Nel 60% delle aziende intervistate si rilevano poi casi di mismatch verticale ‘da obsolescenza’, legati prevalentemente all’invecchiamento delle competenze o al deterioramento delle capacità fisiche del lavoratore. Infine, sei aziende su dieci riscontrano casi di skill shortage, determinati soprattutto da scarsa disponibilità di candidati con adeguate competenze e da inefficienza del sistema formativo. Tra le figure principali, mancano periti, laureati in chimica e ingegneri chimici. Inoltre, in un caso è stata segnalata una duplice competizione con i territori circostanti (a nord, verso il Canton Ticino per motivazioni salariali e a sud, verso la provincia di Milano, a causa di una maggior dimensione/reputazione delle aziende).
 
Anche nel settore farmaceutico l’elevata domanda di lavoro provoca casi di mismatch orizzontale, sia per carenza di candidati sia per workforce ageing. Metà delle aziende (su un campione di sei intervistate) evidenzia inoltre casi di mismatch verticale ‘in entrata’, che riguardano soprattutto le competenze specifiche del settore ma anche alcune soft skill, tra cui quelle necessarie a cooperare in modo flessibile (team working) nell’affrontare i cambiamenti. Il mismatch verticale ‘da obsolescenza’ è stato riscontrato in misura minore rispetto al settore chimico, ed è legato soprattutto all’ invecchiamento della forza lavoro impiegata.

Tendenzialmente tali mismatch vengono gestiti sia ‘spontaneamente’, tramite cioè il ricambio generazionale, sia mediante la definizione di appositi percorsi di up-skilling delle competenze. Infine, quattro aziende su sei segnalano casi di shortage di laureati in chimica/farmacologia e in medicina. I primi sono sempre più importanti per le funzioni produttive, vista la crescente complessità delle tecnologie utilizzate, che richiede candidati in possesso di una laurea. La domanda di neolaureati in medicina e/o medici con esperienza pregressa è, invece, connessa alla transizione del settore, specie nel caso delle aziende di più grandi dimensioni, dalla medicina di base e dai farmaci di massa verso farmaci specialistici e di nicchia, che richiedono competenze sempre maggiori a livello di vendita, anche tenendo in considerazione il maggior orientamento verso il contesto ospedaliero, dove gli interlocutori sono, appunto, medici.
 
Spostandoci dall’altro lato della frontiera, nel Canton Ticino sono stati rilevati casi di mismatch sia di tipo quantitativo (per profili qualificati in produzione, tecnici di laboratorio, qualità e amministrazione) sia qualitativo, più riferito a profili impiegati nella ricerca e sviluppo, in ambito commerciale e nella gestione strategica di processo. Le cause principali di questo disallineamento delle competenze sono state individuate in vari elementi: incremento di interpolazione e orizzontalità dei profili, crescente richiesta di competenze digitali, livelli salariali inferiori rispetto ad altri Cantoni, sfida continua dell’ambito regolatorio e scarsa notorietà di alcuni profili, come quelli dei tecnologi in chimica e chimica farmaceutica.
 
Sono questi alcuni dei principali risultati dell’indagine qualitativa dedicata al comparto chimico-farmaceutico e ad altri quattro settori trainanti (bancario, edilizio, informatico e meccanico) nell’ambito del progetto Interreg Skillmatch Insubria, condotto da un gruppo di circa quaranta ricercatori delle Università LIUC di Castellanza, Uninsubria di Varese e dalla SUPSI di Manno (CH). 

 

 

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