Round da 2,4 milioni per Sibylla Biotech, la startup che sviluppa nuovi farmaci con la fisica teorica

18 Ottobre 2019
Sibylla Biotech

Sibylla Biotech è nata dalla collaborazione tra Università degli Studi di Trento, Università di Perugia, Fondazione Telethon e Istituto nazionale di fisica nucleare

 

Sviluppare nuovi farmaci prendendo in prestito gli strumenti con cui la fisica teorica studia le particelle elementari nel mondo subatomico: è questa la sfida della neonata Sibylla Biotech, società spin-off dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e delle Università di Trento e Perugia, su cui il fondo Vertis Venture 3 Tech Transfer ha deciso di puntare 2,4 milioni di euro. L’investimento è stato annunciato a Trento in una conferenza stampa organizzata da Hit-Hub Innovazione Trentino.

Gli scienziati soci fondatori di Sibylla Biotech hanno sviluppato una piattaforma innovativa per la scoperta di nuovi target farmacologici sfruttando competenze che vanno dalla fisica sub-nucleare all’informatica, dalla biologia cellulare alla chimica farmaceutica. Sibylla, che continuerà lo sviluppo della tecnologia, ne ha acquisito la licenza da Infn, Università di Trento e Fondazione Telethon che hanno finanziato la ricerca.

Elemento cruciale di questo nuovo approccio è l’impiego di un sistema di calcolo che si basa su metodi matematici di fisica teorica originariamente sviluppati per studiare fenomeni tipici del mondo subatomico, poi adattati per simulare processi biomolecolari complessi come il ripiegamento e l’aggregazione di proteine. Il metodo è già stato impiegato per lo studio della replicazione del prione, la proteina responsabile del morbo della mucca pazza, e ha portato al primo modello computazionale realistico al mondo di questo meccanismo.

“L’Infn è costantemente impegnato nella promozione e nel supporto del trasferimento di conoscenze dalla scienza di base alla società“, commenta Ezio Previtali, a capo del Comitato per il trasferimento tecnologico dell’Infn. “Sibylla Biotech è un esempio notevole in cui le teorie della fisica delle particelle elementari sono diventate strumenti innovativi per descrivere i processi biologici di base. Questo approccio interdisciplinare dimostra che una interconnessione più forte tra i diversi settori scientifici potrebbe generare impatti molto importanti e utili sull’economia e sulla società“.

 

Fonte: Ansa

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