Energia rinnovabile e orticoltura: a Serralunga di Crea inaugurato il primo impianto pilota BioOrto ElettroAttivo di Ecomotive Solutions

8 Luglio 2026

Energia, cibo e comunità nello stesso spazio: avvio operativo per il progetto sviluppato da Holdim Group ed Ecomotive Solutions insieme a una rete di partner industriali, scientifici e territoriali.

 

Generare energia rinnovabile e produrre alimenti ad alto valore nutraceutico nello stesso spazio, creando al contempo benefici ambientali, sociali ed economici per il territorio. È questo l’obiettivo di BioOrto ElettroAttivo, il progetto promosso da Holdim Group ed Ecomotive Solutions che ha trovato la sua prima concreta applicazione nel sito pilota realizzato nella zona industriale della frazione Madonnina a Serralunga di Crea, in provincia di Alessandria.

Presentato e inaugurato nel corso dell’evento “Nutrimento Solare Vivo”, il BioOrto ElettroAttivo rappresenta un modello innovativo che integra agrivoltaico semitrasparente e orticoltura bioattiva all’interno di un unico ecosistema produttivo. Un approccio pensato per rispondere contemporaneamente alle sfide della transizione energetica, della sostenibilità alimentare e della valorizzazione delle comunità locali.

 

Un ecosistema per energia, cibo e comunità

Il BioOrto ElettroAttivo – sottolinea Giovanni Deregibus, amministratore del Gruppo Holdim – nasce dalla convinzione che energia e agricoltura possano convivere in modo sinergico, aumentando l’efficienza nell’utilizzo delle risorse e generando nuovo valore per imprese, cittadini e territori. Il modello è stato progettato per essere replicabile in aziende agricole, aree industriali, scuole, amministrazioni pubbliche e Comunità Energetiche Rinnovabili, favorendo percorsi di sviluppo sostenibile e partecipazione territoriale.”

L’impianto pilota realizzato a Serralunga di Crea – spiega Roberto Roasio, business development manager di Ecomotive Solutions – è costituito da una copertura agrivoltaica semitrasparente di circa 190 metri quadrati, equipaggiata con 84 moduli fotovoltaici bifacciali a doppio vetro per una potenza installata di 25,6 kWp. La struttura sovrasta un orto bioattivo di circa 200 metri quadrati, organizzato in dieci casse rialzate e caratterizzato da una superficie coltivabile netta di 87,5 metri quadrati. La produzione energetica attesa è pari a circa 33,8 MWh all’anno.”

La copertura agrivoltaica genera energia elettrica e contribuisce al tempo stesso alla creazione di un microclima favorevole alle coltivazioni, migliorando l’efficienza nell’utilizzo delle risorse naturali. Sotto i pannelli viene applicato un approccio di orticoltura bioattiva orientato alla vitalità del suolo, alla qualità nutrizionale delle produzioni e alla rigenerazione degli ecosistemi agricoli.

Benefici anche per la ricarica dei veicoli elettrici: una delle colonnine aziendali verrà connessa all’impianto e si potrà così beneficiare dell’energia elettrica generata per alimentare i mezzi.

 

Un modello replicabile e modulabile

Il progetto, nato nel 2024, è stato concepito come un modello replicabile e modulare, applicabile non solo alle aziende agricole interessate ad ampliare la propria produttività e sostenibilità, ma specialmente a scuole, amministrazioni pubbliche, comunità locali, imprese e realtà impegnate nello sviluppo di iniziative di welfare territoriale e aziendale. La naturale attitudine all’integrazione con le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) amplia ulteriormente il valore dell’iniziativa, consentendo la condivisione dell’energia prodotta e favorendo percorsi di partecipazione e benessere collettivo.

Un passaggio fondamentale nel percorso di sviluppo del progetto è stato compiuto durante l’edizione 2025 di Ecomondo, quando è stata sottoscritta la lettera di intenti che ha formalizzato la collaborazione tra i soggetti coinvolti. Oltre alla capofila Ecomotive Solutions, a fianco di Ecofuturo, partner dell’iniziativa fin dai primi passi del progetto, hanno aderito AstiEnergy, Orto Bioattivo di Andrea Battiata e OlivaService in rappresentanza di Agora Solar. La partnership è stata costruita valorizzando competenze complementari nei settori dell’energia, dell’agricoltura, dell’innovazione tecnologica e dello sviluppo territoriale, con l’obiettivo di realizzare e rendere replicabile un modello “chiavi in mano” di BioOrto ElettroAttivo.

A supporto dell’iniziativa partecipano inoltre il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino DISAFA, in qualità di partner scientifico, e l’Accademia di Agricoltura di Torino, che patrocina il progetto.

L’inaugurazione dell’impianto pilota – conclude Deregibus – rappresenta non solo il completamento della prima fase progettuale, ma anche il punto di partenza per la diffusione di un modello capace di integrare transizione energetica, agricoltura rigenerativa, innovazione sociale e sviluppo delle comunità locali, trasformando spazi produttivi, aree marginali e superfici inutilizzate in luoghi generativi di energia, cibo e valore condiviso.

All’evento di inaugurazione – con visita al sito pilota e taglio del nastro – hanno raccontato come si è giunti dall’idea al modello, oltre a Giovanni Deregibus e Roberto Roasio per il Gruppo Holdim ed Ecomotive Solutions, in rappresentanza dei partner dell’iniziativa, Fabio Roggiolani di Ecofuturo, il professor Andrea Battiata di Orto Bioattivo, Niccolò Tacconi di ReaEnergia, Angelo Amato di Agora Solar Oliva Service, Piergiorgio Carotta di AstiEnergy ed Eugenio Cristofanini di CER Per Te. Presente durante tutto l’evento anche il CEO di AGORA Marek Seba.

 

 

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