La gestione dei fluidi nei processi industriali: sicurezza, criticità e innovazione

7 Luglio 2026

Dal comportamento dei fluidi alle tecnologie per il loro trasferimento in sicurezza: l’ultimo webinar B2Better ha messo a confronto ricerca applicata ed esperienza industriale per approfondire uno dei temi più strategici per la chimica, il farmaceutico e l’industria di processo.

 

L’industria moderna è attraversata quotidianamente da enormi quantità di fluidi: milioni di metri cubi di liquidi e gas ogni giorni vengono trasferiti, miscelati, riscaldati o raffreddati, alimentano reazioni chimiche, trasportano materie prime o trasferiscono energia. Sono queste le sostanze che rendono possibili i processi produttivi che spaziano dalla chimica al farmaceutico, dall’energia all’Oil & Gas.

Si tratta di operazioni tanto diffuse quanto apparentemente ordinarie. Eppure, proprio nelle fasi di trasferimento e movimentazione dei fluidi si concentrano alcune delle principali criticità per la sicurezza degli operatori, l’affidabilità degli impianti e la continuità dei processi produttivi.

Una perdita, una variazione improvvisa di pressione, un fenomeno di cavitazione o un semplice punto di connessione progettato in modo non ottimale possono infatti trasformarsi in fattori di rischio, con conseguenze che coinvolgono sicurezza, efficienza energetica, manutenzione e sostenibilità ambientale.

Negli ultimi anni questi aspetti sono diventati ancora più rilevanti. L’evoluzione dei modelli produttivi verso impianti sempre più flessibili, caratterizzati da piccoli lotti, cambi di produzione frequenti e requisiti normativi sempre più stringenti, ha infatti modificato profondamente anche il modo di progettare e gestire i sistemi di trasferimento dei fluidi.

Di questi temi si è discusso nel nuovo appuntamento della serie B2Better dello scorso 25 giugno, dedicato alla gestione dei fluidi nei processi industriali.

Ospiti relatori sono stati il prof. Marco Mazzuoli, dell’Università degli Studi di Genova, e Fabio Fusi, Business Specialist Chemical, Pharma & Oil & Gas di Stäubli Italia. Attraverso i loro interventi è stato possibile mettere in dialogo ricerca, fluidodinamica applicata ed esperienza industriale, mostrando come sia possibile trovare le soluzioni migliori a questi problemi, grazie alla comprensione dei fenomeni fisici e allo sviluppo di innovazioni tecnologiche e strumentali sempre più efficaci nella sicurezza di processo.

 

Dal comportamento dei fluidi alla sicurezza di processo

Ad aprire il webinar è stato il prof. Marco Mazzuoli, del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica e Ambientale dell’Università di Genova, che ha proposto un inquadramento sul comportamento dei fluidi nei sistemi industriali e sulle principali criticità che possono emergere durante le operazioni di trasferimento e movimentazione.

Uno degli aspetti centrali del suo intervento è stato proprio un cambio di prospettiva proposto al pubblico, ovvero guardare al trasporto di un fluido come un fenomeno ben più complesso di quanto possa apparire. Dietro un flusso apparentemente regolare possono infatti nascondersi instabilità, turbolenza, variazioni di pressione, cavitazione e altri fenomeni fluidodinamici che incidono non solo sull’efficienza degli impianti, ma anche sulla loro sicurezza e affidabilità.

Particolare attenzione è stata dedicata alle giunzioni e ai punti di connessione, elementi che interrompono la continuità del sistema e nei quali possono concentrarsi ricircoli, perdite di carico e sollecitazioni meccaniche. Quando si gestiscono fluidi critici — infiammabili, tossici, pressurizzati o multifase — queste condizioni possono trasformarsi in fattori dirimenti per l’intero processo industriale.

Attraverso esempi come la cavitazione, il colpo d’ariete e i fenomeni di erosione-corrosione, Mazzuoli ha mostrato come la comprensione del comportamento reale dei fluidi rappresenti oggi uno strumento fondamentale per prevenire guasti, migliorare l’affidabilità degli impianti e progettare sistemi sempre più sicuri.

Se il primo intervento ha permesso di comprendere perché il trasferimento dei fluidi rappresenti uno degli aspetti più delicati della sicurezza di processo, il secondo ha spostato l’attenzione sul come queste criticità possano essere affrontate nella pratica industriale.

 

Dalla comprensione delle criticità alle soluzioni industriali

Nel secondo intervento, affidato a Fabio Fusi, Business Specialist Chemical, Pharma & Oil & Gas di Stäubli Italia, le complessità e criticità descritte nel contesto teorico hanno trovato una risposta concreta nella descrizione della progettazione dei moderni sistemi di trasferimento dei fluidi.

Negli ultimi anni, ha spiegato Fusi, l’evoluzione dei modelli produttivi ha modificato profondamente anche le esigenze degli impianti. Produzioni sempre più flessibili, lotti di dimensioni ridotte, frequenti cambi di configurazione e standard normativi sempre più rigorosi richiedono infatti soluzioni capaci di coniugare sicurezza, continuità operativa ed efficienza.

L’intervento ha approfondito quindi alcune delle situazioni più critiche nella gestione dei fluidi, dalle operazioni di carico e scarico di sostanze pericolose ai sistemi di trasferimento impiegati nei settori chimico, farmaceutico e Oil & Gas. Attraverso casi applicativi reali è stato mostrato come componenti apparentemente semplici, quali raccordi e sistemi di connessione, possano svolgere un ruolo determinante nella prevenzione delle perdite, nella protezione degli operatori e nella riduzione del rischio di contaminazione.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle tecnologie di connessione rapida e ai sistemi progettati per limitare le conseguenze di eventuali sganci accidentali, garantendo al tempo stesso maggiore affidabilità, rapidità nelle operazioni e continuità dei processi produttivi

Una prospettiva che evidenzia come la sicurezza non dipenda da un singolo componente, perché una connessione non rappresenta un semplice elemento meccanico, ma uno dei punti più delicati dell’intero processo, nel quale possono verificarsi perdite, contaminazioni o eventi accidentali. Si tratta, invece di valutare un insieme di soluzioni progettate per rispondere alle esigenze sempre più complesse dell’industria di processo. Da qui l’importanza di sistemi progettati per operare a circuito chiuso, limitare il rilascio di liquidi e vapori e proteggere operatori, ambiente e continuità produttiva.

Questa consapevolezza è emersa anche nella fase conclusiva di question time, che ha visto, come di consueto, una partecipazione attiva del pubblico. Le domande si sono concentrate soprattutto su aspetti operativi e applicativi, approfondendo temi quali i requisiti dei materiali impiegati nelle applicazioni farmaceutiche, le differenze tra le principali tecnologie di connessione impiegate per il contenimento delle perdite e le possibili implicazioni di fenomeni fluidodinamici, come cavitazione ed erosione, anche in contesti applicativi differenti, tra cui quello dei data center.

Un confronto che ha confermato quanto il trasferimento dei fluidi rappresenti oggi un tema trasversale e una sfida che accompagnerà sempre più da vicino l’evoluzione dei processi industriali nei prossimi anni.

Appuntamento al prossimo B2Better!

 

 

 

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