Recupero più efficiente e meno costoso del rPET

26 Aprile 2023
rPET

Riciclare in modo più efficace e a costi inferiori rifiuti plastici, in particolare PET (polietilene tereftalato): l’innovativo progetto di economia circolare finanziato con fondi POR FESR 2014-2020.

 

Questo il risultato – ambizioso e di grande attualità – di PRINCE, progetto innovativo di eccellenza tra i 33 vincitori del bando Call Hub Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia e per questo finanziato con oltre 2,8 milioni di euro di fondi POR FESR 2014-2020 (su un valore complessivo del progetto di 5,2 milioni di euro).

 

Il progetto PRINCE (acronimo per PET – Re-polymerization Italian Network Compact Extrusion) perseguiva un obiettivo in linea con politiche di economia circolare e con l’adozione della Strategia Europea per la plastica: e cioè un importante miglioramento nel processo di riciclo del PET da bottiglia (una delle tipologie di plastica più riciclate), grazie a un più efficace reintegro sul mercato di PET riciclato (rPET) sotto forma di prodotti industriali finiti.

La domanda di rPET è del resto in crescita da tempo. Una tendenza rafforzata dalla direttiva UE Sup (Single use plastic), con cui l’Unione Europea ha vietato la vendita di prodotti di plastica monouso.

In particolare, secondo i promotori di PRINCE, l’analisi del mercato del rPET e delle sue prospettive indica che la maggior parte dei manufatti partirà da scaglie non-clear, più economiche rispetto a quelle clear (cioè trasparenti) e disponibili in maggiore quantità. Proprio quelle utilizzate dal progetto PRINCE.

Le attuali tecniche di riciclo di questo particolare materiale hanno però costi importanti, perfino superiori a quelli del polimero vergine, e tempi che non soddisfano la richiesta di questa materia seconda.

In altre parole, a oggi non c’è ancora una capacità industriale tale da garantire – in Italia come in Europa – la produzione di volumi di rPET adeguati alla domanda. Anche per la mancanza, a monte, di un adeguato sistema di raccolta e selezione tra diversi tipi di plastica, ad esempio di plastiche trasparenti e plastiche non clear. Queste ultime rappresentano in effetti la maggior parte del rPET.

Per efficientare il processo di riciclo, nell’ambito del progetto PRINCE è stata sviluppata una linea pilota che, consentendo di ridurre significativamente le limitazioni del processo di estrusione mono-vite legate alle componenti del processo reattivo tra i segmenti oligomerici e le catene polimeriche di rPET, permette di produrre una molteplicità di prodotti industriali finiti a partire da scaglie di rPET non clear prelevate da bottiglie, post-consumo.

La linea pilota è stata in effetti installata e testata, insieme a diverse tecnologie di trasformazione (downstream), che hanno consentito di ottenere, a partire dalle scaglie di rPET da bottiglia, cinque prodotti finiti: reggette per imballaggio, filati per il tessile, estrusi per edilizia, lastre, contenitori per liquidi non alimentari.

Tra i benefici un notevole contenimento dei costi complessivi, in particolare grazie al risparmio energetico: i partner di PRINCE hanno stimato una riduzione di circa 30% rispetto alle linee convenzionali – e una gestione più efficiente delle risorse acqua-aria-scarti di produzione.

PRINCE nasce dall’alleanza tra un Organismo di Ricerca – la capofila Istituto Italiano dei Plastici, specializzato nella certificazione di sistema/prodotto della filiera delle materie plastiche -, un inventor di tecnologie innovative relative al processo dei polimeri termoplasticisei aziende produttrici di macchinari e attrezzature per materie plastiche.

 

 

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