POSIDON PCP, sperimentate con successo due soluzioni innovative per la decontaminazione di aree industriali inquinate

4 Gennaio 2024
posidon pcp

Le tecnologie sono state testate a Trieste e a Bilbao. Il progetto POSIDON PCP, coordinato da Area Science Park, è stato finanziato da Horizon 2020.

 

Grazie al progetto europeo POSIDON PCP (POlluted SIte DecontaminatiON Pre-Commercial Procurement) sono state sviluppate e testate due nuove tecnologie per la decontaminazione di suoli in aree industriali inquinate dismesse. 

POSIDON PCP, finanziato dal programma Horizon 2020 dell’Unione Europea e coordinato da Area Science Park, nasce con l’obiettivo di indirizzare dal lato della domanda pubblica, lo sviluppo di nuove soluzioni non ancora presenti sul mercato.

 

 

Il progetto ha aggregato cinque committenti europei, proprietari/gestori dei siti inquinati, con l’esigenza comune di identificare nuove tecnologie di trattamento del suolo (ed eventualmente delle falde acquifere), preferibilmente in-situ, in grado di decontaminare terreni antropici eterogenei in zone industriali dismesse, composti da una miscela di rifiuti industriali (come terreni di risulta inquinati da idrocarburi del petrolio e metalli pesanti) e terreni costituiti da argille e sabbie, altamente inquinati da idrocarburi del petrolio (TPH e IPA) e metalli pesanti (in particolare arsenico e piombo).

Durante il progetto diversi fornitori (consorzi misti ricerca-impresa) sono stati chiamati a sviluppare, in modo parallelo e concorrente, soluzioni innovative, a partire dalla ideazione e progettazione di nuove soluzioni, alla prototipazione e validazione in laboratorio, fino allo sviluppo originale di due prototipi da testare entrambi e in parallelo sul campo in due diversi siti in Italia, a Trieste, e in Spagna, a Bilbao.

Le due tecnologie approdate alla fase sperimentale e comparativa sul campo sono quelle dei consorzi capitanati dalle aziende TESECO BONIFICHE e HPC Italia.

TESECO ha ideato e sviluppato la tecnologia Soil-Omic® che prevede processi biologici e chimico-fisici integrati, finalizzati alla decontaminazione di suoli e acque sotterranee da inquinanti organici e inorganici, tramite formulazioni biologiche basate sull’integrazione di metagenomica e ingegneria ambientale. La soluzione funziona con BIOflushing®, una tecnologia di bonifica in situ che utilizza impianti e sistemi idraulici specializzati per la biostimolazione, la bio-amplificazione e il lavaggio chimico di terreni saturi e insaturi. I risultati ottenuti hanno confermato l’efficacia del processo e dell’impianto dedicato alla degradazione del petrolio e degli idrocarburi policiclici aromatici, nonché per la rimozione dei metalli pesanti sia da terreni saturi che insaturi. In particolare, a Bilbao, in circa circa mesi di esercizio dell’impianto, si è registrata una significativa riduzione nella contaminazione inorganica media del suolo insaturo nonché nella contaminazione organica. Soil-Omic® è in fase di commercializzazione.

HCP ITALIA ha invece sviluppato, assieme al Politecnico di Milano, la soluzione “Erase” (ElectRode-Aided Soil rEmediation), una piattaforma modulare flessibile in situ, che prevede la posa in opera di elettrodi per ridurre la contaminazione sia di inquinanti organici che inorganici, attraverso il trasporto indotto dal campo elettrico nel suolo, oltre che azioni di trattamento chimico e biologico per iniezione di prodotti chimici e nutrienti. La modularità della tecnologia consente di operare su sorgenti contaminate di diversa estensione e profondità. La soluzione è ancora in fase di sviluppo, ma dai test della Fase 3 sono emerse già prove di un aumento della mobilità dei metalli, con una riduzione della concentrazione di alcuni di essi nel suolo, mentre i dati di monitoraggio hanno confermato anche una diminuzione degli idrocarburi poliaromatici e degli idrocarburi.

 

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