Nasce a Torino il nuovo hub per la transizione energetica a guida dell’Istituto Italiano di Tecnologia e del Politecnico di Torino

6 Ottobre 2026
hub torino transizione energetica iENTRANCE CoSyET

Un ruolo centrale sarà svolto dall’idrogeno, dalla cattura e conversione della CO2, dalla chimica verde e dalle soluzioni avanzate per l’accumulo energetico e la gestione dell’energia attraverso sistemi elettronici innovativi.

 

L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT)e il Politecnico di Torino hanno inaugurato a metà settembre, presso Environment Park a Torino, il nuovo hub dedicato alla transizione energetica, che prende vita grazie al PNRR.

Attraverso la realizzazione di due progetti infrastrutturali, iENTRANCE e CoSyET, il nuovo hub avrà una dotazione di laboratori che si estendono su 5000 metri quadrati con attrezzature all’avanguardia.

L’obiettivo è favorire la nascita di nuove tecnologie per la produzione, lo stoccaggio e la gestione dell’energia di domani, accelerarne la validazione e metterle a disposizione del sistema produttivo italiano, contribuendo all’obiettivo di rendere economicamente sostenibili e profittevoli i traguardi europei di neutralità climatica e di riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. L’investimento complessivo è stato di oltre 55 milioni di euro, di cui oltre 35 milioni di euro provenienti da fondi PNRR del Ministero dell’Università e della Ricerca e 20 milioni di euro da partner privati.

L’evento segna la nascita di un nuovo polo strategico per la decarbonizzazione e nuove tecnologie per la transizione energetica, in linea con le misure dell’Unione Europea – quali il Green Deal, il pacchetto di leggi Fit for 55 e l’European Hydrogen Strategy – e alla Strategia Regionale per l’Idrogeno e i nuovi combustibili verdi del Piemonte. Le due nuove infrastrutture, infatti, vanno ad ampliare e a rendere unitario l’ecosistema della ricerca e trasferimento tecnologico già presente presso Environment Park, tra cui il Center for Sustainable Future Technologies (CSFT) dell’IIT e il Competence Center SEASTAR, oltre ad altri laboratori finanziati con fondi regionali FESR (CO2CCL, MEGASTREAM) e ministeriali (MUR e MASE). 

Tale ecosistema punta a costruire e gestire in modo coordinato con il modello del singolo entry point la catena di valore per la transizione energetica, dove le energie rinnovabili, l’idrogeno, la decarbonizzazione, lo stoccaggio energetico, i nuovi vettori energetici e le materie prime sostenibili sono i protagonisti. 

Le nuove infrastrutture iENTRANCE e CoSyET sono state realizzate per essere complementari e in filiera, la prima più legata alla ricerca di base, la seconda più rivolta al trasferimento tecnologico verso l’industria e il mercato. Ciò renderà possibile la combinazione della ricerca di base con quella più applicata ad alto TRL (Technology Readiness Level), fino al trasferimento verso le imprese, così da affrontare in modo concreto alcune delle sfide tecnologiche: la gestione delle energie low carbon, l’integrazione tra le reti elettriche e gas, la produzione e stoccaggio dell’idrogeno, la conversione dell’anidride carbonica (CO₂) in combustibili e prodotti chimici per l’industria, e lo sviluppo di sistemi di accumulo energetico avanzati e di una elettronica innovativa per il controllo e la gestione.

iENTRANCE è un progetto coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) che ha permesso la realizzazione di un’infrastruttura di ricerca articolata in sei nodi distribuiti sul territorio nazionale, ciascuno specializzato in ambiti strategici per la transizione energetica. L’obiettivo è di offrire alla comunità scientifica un accesso a tecnologie e competenze d’avanguardia nelle micro- e nanotecnologie. Uno dei sei nodi è a Torino, dove sono presenti due sedi, una presso Environment Park – inaugurata oggi – e l’altra presso il Campus INRiM.

La sede di iENTRANCE ospitata presso Environment Park è a guida del Politecnico di Torino e ha ricevuto un finanziamento pari a oltre 14 milioni di euro dai fondi PNRR. Le attività di ricerca saranno orientate allo sviluppo di nanomateriali e sistemi innovativi per l’energia, alla realizzazione di tecnologie per la produzione, l’accumulo, l’utilizzo e la gestione dell’energia, nonché alla progettazione di sensori avanzati per il monitoraggio. L’altra sede, presso il Campus INRiM, è dedicata alla scienza delle misure di massima precisione. I due laboratori sono collegati: nel primo vengono creati e ingegnerizzati i nuovi materiali e sistemi energetici, nel secondo vengono analizzati, misurati e certificati le loro proprietà.

CoSyET è un’Infrastruttura Tecnologica di Innovazione (ITEC) che ospita cinque linee pilota dedicate allo sviluppo e alla validazione di tecnologie per l’idrogeno (produzione, stoccaggio e utilizzo), per l’anidride carbonica (cattura, stoccaggio e valorizzazione), allo sviluppo di sistemi di accumulo energetico e di gestione della potenza attraverso sistemi elettronici innovativi e alla caratterizzazione, validazione e standardizzazione dei materiali tipici della transizione energetica con un livello di maturità tecnologica molto alto, tra TRL 6 e TRL 8, ovvero fino al sistema completo e qualificato. L’investimento è stato pari a circa 40 milioni di euro, di cui circa 20 milioni da fondi PNRR del Ministero dell’Università e della Ricerca e 20 milioni di fondi privati.

Il progetto è stato coordinato dall’Istituto Italiano di Tecnologia e ha dato vita alla società consortile CoSyET Scarl, un partenariato pubblico-privato guidato dall’IIT, che detiene la quota di maggioranza della componente pubblica, insieme a dieci partner industriali: Newcleo, Lamicolor, G.D., Microla Optoelectronics, Alutron, FEV Italia, Hysytech, Cemas Elettra, Asseltech e Mista. La governance della società è affidata al Presidente Fabrizio Pirri, Coordinatore del Center for Sustainable Future Technologies dell’Istituto Italiano di Tecnologia.

Il modello consortile rappresenta uno degli elementi più innovativi di CoSyET, perché integra in modo strutturato competenze scientifiche, capacità industriali e know-how tecnologico in un’unica infrastruttura. Il nucleo principale è ospitato nell’area di Environment Park di Torino, ma si estende in una rete di laboratori e impianti distribuiti tra Caramagna Piemonte e Chivasso.

CoSyET opera per supportare le imprese, in particolare le PMI, nello sviluppo e nella validazione di tecnologie per la transizione energetica, con laboratori e impianti dedicati a idrogeno, CO₂, sistemi di accumulo ed energie rinnovabili. 

Un ruolo centrale sarà svolto dall’idrogeno, dalla cattura e conversione della CO2, dalla chimica verde – sia di origine biologica sia ottenuta da elettricità rinnovabile – e dalle soluzioni avanzate per l’accumulo energetico e la gestione dell’energia attraverso sistemi elettronici innovativi. Queste tecnologie contribuiranno a ridurre le emissioni nei settori più difficili da decarbonizzare, come i trasporti e l’industria, favorendo al tempo stesso una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili nel sistema energetico grazie alla loro capacità di fungere sia da vettori energetici sia da materie prime per i processi industriali.

 

fonte: Politecnico di Torino

 

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